Donna & Guardia Particolare Giurata: soddisfazioni e difficoltà

Per rendere omaggio alle tante donne ,abbiamo deciso di intervistarla per comprendere pregi e difetti della sua professione.
Perché ha deciso di intraprendere questa professione e come nasce la sua passione per questo lavoro?
Ho intrapreso questa professione per caso e per scelta. Specifico meglio, a gennaio 2008 sono rimasta senza lavoro e il mio fidanzato di allora, che era una guardia particolare giurata, mi fece consegnare il mio curriculum ad un istituto di vigilanza che ricercava degli operatori multiservizi non armati.
A febbraio fui assunta e dopo pochi mesi mi fu proposto di passare al settore armato. Accettai e, nonostante non sempre sia semplice soprattutto per una donna, non me ne sono mai pentita perché mi permette di vivere in maniera dignitosa con uno stipendio fisso.

Ci racconta la situazione più difficile che ha dovuto affrontare?
Mi ritengo molto fortunata perché ad oggi non ho dovuto affrontare situazioni particolarmente difficili, se non quelle di ordinario servizio per una gpg e questo può portare a pensare che possa essere favorita in quanto donna sull’assegnazione delle postazioni di servizio, ma non è così.
Ho lavorato nei cantieri di notte da sola, ho fatto piantonamenti alle banche, ho fatto servizio a manifestazioni sportive, insomma ho fatto anch’io la famosa “gavetta”.
La situazione più difficile al momento è quella di dover effettuare turni che troppo spesso ti lasciano poco spazio per la vita privata.

Quali le maggiori soddisfazioni che le ha portato questa professione?
Le soddisfazioni, in questo settore, arrivano solo ed esclusivamente dalle utenze dove presti servizio perché se fai un buon lavoro ti fanno i complimenti. Difficilmente l’istituto per cui lavori ti riconosce qualche merito e questo è molto deprimente (basti pensare che l’inquadramento al terzo livello che mi spettava dal CCNL l’ho ottenuto dopo una lunga causa conclusasi a mio favore).
Ma nonostante tutto continuo a fare il mio dovere e non per sentirmi dire grazie ma per me stessa e per la mia dignità.

Quali le maggiori difficoltà?
Le difficoltà in questo settore sono molteplici a partire dai turni, spesso lunghi e stressanti, dove mancano le ore di riposo, turni già difficoltosi per un uomo, lascio immaginare per una donna; l’ostruzionismo dei vari istituti che tanto pretendono e poco danno; le difficoltà logistiche e, soprattutto per i livelli più bassi, il dover effettuare un alto numero di straordinari per raggiungere uno stipendio ai limiti della decenza.

Cosa chiederebbe al legislatore per migliorare il suo lavoro?
Per migliore il settore si potrebbe e si dovrebbe agire in tanti modi.
Nell’immediato e con urgenza servirebbe una normativa che imponga ai vari istituti, attraverso controlli e sanzioni, il rispetto del CCNL (che non è proprio il massimo ma comunque c’è) e dei vari contratti integrativi provinciali ove presenti.
In ANGGI giungono, soprattutto dal sud Italia, molteplici segnalazioni di colleghi che, pur di portare a casa uno stipendio, sono costretti a lavorare in turni disumani con stipendi al di sotto della soglia di povertà perché alcuni istituti applicano non si sa bene che contratto ignorando totalmente quello attualmente in vigore.
Successivamente c’è da operare sugli stipendi adeguandoli al costo della vita. Per quanto riguarda progetti più importanti auspichiamo di poter avere quanto prima un inquadramento giuridico e che ci venga data la possibilità di istituire un albo professionale. A.N.G.G.I sta lavorando ad entrambi i progetti e nello specifico abbiamo già presentato il progetto alla Presidenza della Repubblica che ha risposto che lo stesso è all’attenzione del Presidente che ha già sollecitato il Ministero dell’Interno affinché dia quanto prima una risposta. Questo permetterebbe di avere personale più formato e di conseguenza una maggiore qualità dei servizi offerti.
Vorrei terminare dicendo che in questo paese ci sono oltre 45000 tra uomini e donne che svolgono questo lavoro e che da troppo tempo sono dimenticati dalle istituzioni e che da troppo tempo aspettano che il proprio lavoro venga riconosciuto e rispettato e, nonostante in molti abbiano perso fiducia nei sindacati e nelle associazioni di categoria, A.N.G.G.I continuerà a lavorare per dare voce a tutti loro.

NOI SIAMO CARNE DA MACELLO….

Ciao a tutti mi chiamo Alessandro è la prima volta che scrivo in una bacheca ho che esso sia, non scrivo per lucro ho altro, e scusate se ci sono errori grammaticali, scrivo perché faccio questo lavoro ormai da 6 anni scrivo perché come ben sapete noi oltre a fare il nostro abbiamo tanto tempo per pensare e tanto tempo per cazzeggiare insomma, e non mi dite di no che non vi crede nessuno,chiusa parentesi ci conosceremo più avanti con altri articoli oppure li definirei pensieri.

Il punto è sicuramente chi legge questo titolo può pensare “chi si crede di essere io lavoro in ufficio in regione oppure in tribunale faccio le mie ore e non mi rompe nessuno, avete ragione ma non siamo fortunati come voi io per esempio sono il jolly dell’azienda no perché ho chiesto di fare ore perché il mio capo vuole cosi i turni non sono mai fissi e le postazioni variano giorno per giorno ed e stressante perché come ben sapete ogni sito ha le sue caratteristiche le sue procedure poi fermi la gente che vuole andare in ufficio e ti rispondono ma il tuo collega mi fa passare e noi con il sorrisino falso gli diciamo non sono il mio collega mi faccia vedere un documento ed una delle problematiche del nostro mestiere , senza parlare che il jolly oltre ha saper far tutto e quello che si sbatte di più ed e più reperibile dell collega fisso da 20 anni nella stessa postazione vi sembra giusto rispondetemi nei commenti se vi e piaciuto , ciao a tutti.
Mirrors-2-Max